Uno degli aspetti cruciali nella valutazione di un immobile è dato dalla conoscenza delle tecniche costruttive di quel determinato immobile all’interno del mercato di riferimento.
Troppo spesso, purtroppo, questo aspetto viene sottovalutato. Il che, se in alcuni casi non crea particolari discrepanze nella valutazione, in altri diviene realmente cruciale.
La foto che si trova in questo articolo è stata scattata all’interno di un immobile di Trieste, durante un sopralluogo. Quello che, all’apparenza, è un innocuo pavimento che richiama dei parchetti posati con tecnica a mosaico, nasconde in verità una delle peggiori insidie che si possano immaginare: si tratta di un foglio di vinil-amianto, posato su una precedente e sottostante pavimentazione.
La presenza dell’amianto, specie in certi elementi, è abbastanza prevedibile: camini, impiantistica varia, muri (a Trieste per isolare dalla Bora, specie su pareti esposte). Qui la scomoda presenza è qualcosa che andrebbe verificata, laddove accessibile, già in fase di sopralluogo. Un luogo a cui, tuttavia, si presta poca attenzione, è proprio il pavimento.
In questo caso, il sospetto di amianto ha permesso di evitare un grave errore di valutazione, che si sarebbe inevitabilmente ripercosso su nuove spese da sostenere per effettuare una bonifica secondo gli standard di legge.
Farsi affiancare da dei professionisti seri e qualificati significa andare a guardare dove un occhio inesperto non guarderebbe.